Prevenzione del cervicocarcinoma e HPV: a Roma un importante appuntamento sulle prospettive cliniche
Il 18 settembre 2026, presso l’Hotel Colombo di Roma, si è svolto il corso “Prevenzione del Cervicocarcinoma – HPV: Prospettive Cliniche”, un importante appuntamento scientifico dedicato alla prevenzione, alla diagnosi e alla gestione clinica delle patologie correlate all’infezione da Papillomavirus umano.
L’evento ha riunito a Roma numerosi professionisti impegnati nella salute della donna e nella gestione delle patologie del tratto genitale inferiore, con l’obiettivo di favorire l’aggiornamento scientifico e il confronto sulle strategie più attuali per la prevenzione del cervicocarcinoma.
Tra i protagonisti dell’iniziativa, il Dott. Luigi Cetta, ginecologo e ostetrico operativo a Roma, che ha promosso e organizzato l’appuntamento e ha ricoperto, insieme alla Dott.ssa Milena Sansone, il ruolo di Responsabile Scientifico. Il programma ufficiale indica inoltre il Dott. Cetta tra i relatori del congresso.
Un evento dedicato alla prevenzione del cervicocarcinoma
Il cervicocarcinoma rappresenta una delle principali patologie oncologiche femminili correlate all’infezione da HPV. La possibilità di intervenire attraverso la prevenzione primaria, lo screening, la diagnosi precoce e il trattamento delle lesioni precancerose rende particolarmente importante il continuo aggiornamento dei professionisti sanitari.
Il corso di Roma ha affrontato proprio questi aspetti, mettendo al centro il rapporto tra HPV, prevenzione e pratica clinica.
La giornata scientifica è stata strutturata in tre sessioni principali dedicate rispettivamente al virus, alla prevenzione e alla terapia, con relazioni, lectio magistralis e momenti di discussione tra i professionisti partecipanti.
HPV: dalle conoscenze sul virus alle applicazioni cliniche
La prima sessione, “HPV: Focus on”, ha approfondito alcuni degli aspetti fondamentali dell’infezione da Papillomavirus.
Tra gli argomenti affrontati:
- le connessioni tra HPV e ospite;
- la prevalenza dell’infezione nella popolazione;
- la storia naturale dell’infezione;
- la patogenesi delle lesioni;
- gli orientamenti della ricerca virologica;
- la vaccinazione nell’età adulta;
- il rapporto tra HPV e infezioni genitali femminili.
La conoscenza dei meccanismi dell’infezione rappresenta infatti una componente essenziale per comprendere correttamente anche la gestione clinica delle pazienti HPV positive.
Non tutte le infezioni da HPV hanno lo stesso comportamento e, soprattutto, la positività al virus non equivale automaticamente alla presenza di una lesione o di un tumore. La valutazione deve tenere conto del genotipo, della persistenza dell’infezione, dei risultati dello screening e degli eventuali approfondimenti diagnostici.
Prevenzione primaria e prevenzione secondaria: due strategie complementari
Una parte centrale del congresso è stata dedicata alla prevenzione dell’infezione e delle sue conseguenze.
La seconda sessione, “HPV: Prevenzione”, ha affrontato temi particolarmente attuali come lo screening della giovane vaccinata, la stratificazione del rischio, le differenze tra programmi di screening organizzato e approccio clinico-diagnostico individuale, l’infezione HPV latente e il counselling di coppia con attenzione anche al partner maschile.
La prevenzione del cervicocarcinoma richiede infatti un approccio articolato.
La vaccinazione anti-HPV rappresenta uno degli strumenti della prevenzione primaria, mentre lo screening cervicale consente di identificare l’infezione o eventuali alterazioni cellulari che necessitano di controllo e approfondimento.
L’integrazione di queste strategie permette di intervenire in momenti differenti della storia naturale dell’infezione.
Il ruolo dello screening nella prevenzione del cervicocarcinoma
Pap Test e test HPV rappresentano strumenti fondamentali nell’attività di prevenzione.
Il test HPV permette di identificare la presenza di genotipi del Papillomavirus associati a un maggiore rischio di sviluppare lesioni cervicali, mentre la citologia consente di valutare eventuali modificazioni delle cellule del collo dell’utero.
Il risultato di questi esami deve però essere interpretato nel contesto della singola paziente.
Età, precedenti risultati dei test, eventuale persistenza dell’HPV, genotipo rilevato e risultato citologico possono infatti contribuire a determinare il percorso di controllo o di approfondimento più appropriato.
È proprio per questo che l’aggiornamento degli specialisti e il confronto tra differenti esperienze cliniche assumono un’importanza particolare.
Dalla prevenzione alla terapia delle lesioni HPV-correlate
La terza sessione del corso è stata dedicata alla terapia e al follow-up delle lesioni.
Tra gli argomenti affrontati figurano la gestione delle lesioni di basso e alto grado, la persistenza dell’HPV, la vaccinazione adiuvante, la gestione dell’HPV in gravidanza e delle complicanze ostetriche dopo chirurgia, fino agli aspetti relativi al cervicocarcinoma microinvasivo e alla gestione dei casi di AIS.
Il percorso della paziente HPV positiva non si esaurisce quindi nell’identificazione del virus.
Quando sono presenti alterazioni, è necessario stabilire quale sia la loro natura, quale sia il livello di rischio e quale percorso di monitoraggio o trattamento sia indicato.
La gestione deve essere proporzionata al quadro clinico, con l’obiettivo di individuare tempestivamente le lesioni che possono richiedere un intervento e, allo stesso tempo, evitare procedure non necessarie.
Il Dott. Luigi Cetta tra i Responsabili Scientifici dell’evento
Un ruolo centrale nell’organizzazione scientifica dell’appuntamento è stato ricoperto dal Dott. Luigi Cetta, indicato nel programma ufficiale come Responsabile Scientifico insieme alla Dott.ssa Milena Sansone. Il Dott. Cetta è stato inoltre inserito tra i relatori del congresso e ha partecipato alla presentazione del corso.
Il coinvolgimento diretto nell’organizzazione di un evento dedicato esclusivamente alla prevenzione del cervicocarcinoma e alle prospettive cliniche dell’HPV si inserisce nel percorso professionale del Dott. Cetta nell’ambito della patologia cervico-vaginale, della prevenzione dell’HPV e della diagnosi delle alterazioni del tratto genitale inferiore.
L’iniziativa ha rappresentato quindi anche un momento di confronto e aggiornamento tra specialisti provenienti da diverse realtà professionali e territoriali.
Una giornata di formazione e confronto multidisciplinare
Il programma ha coinvolto professionisti con competenze differenti, creando un confronto tra ginecologia, virologia, anatomia patologica, oncologia e altre discipline coinvolte nella prevenzione e nella gestione delle patologie HPV-correlate.
Il corso era accreditato ECM e prevedeva 6 crediti formativi, con partecipazione a numero chiuso. La documentazione ufficiale indica inoltre la possibilità di partecipare, nell’ambito dell’evento, a una sessione d’esame per l’Accreditamento Professionale in Colposcopia e Fisiopatologia del Tratto Genitale Inferiore, a cura della Società Italiana di Colposcopia e Patologia Cervico Vaginale.
L’iniziativa rientra inoltre nel calendario 2026 della Società Italiana di Colposcopia e Patologia Cervico Vaginale, che ha inserito il corso di Roma tra gli appuntamenti dedicati all’aggiornamento professionale sul tema dell’HPV.
HPV e cervicocarcinoma: perché la formazione è parte della prevenzione
La prevenzione del cervicocarcinoma non riguarda soltanto la possibilità di individuare precocemente una lesione.
Richiede una conoscenza aggiornata dell’infezione da HPV, delle modalità di screening, dell’interpretazione dei risultati, delle possibilità diagnostiche e delle diverse strategie di gestione delle lesioni.
Il confronto tra specialisti consente di condividere esperienze, aggiornare le conoscenze e discutere l’evoluzione dei percorsi diagnostico-terapeutici.
In questo contesto, eventi scientifici come “Prevenzione del Cervicocarcinoma – HPV: Prospettive Cliniche” rappresentano un’occasione importante per mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce.
Il percorso del Dott. Cetta nella prevenzione dell’HPV
Per il Dott. Luigi Cetta, l’organizzazione e la partecipazione a questo appuntamento rappresentano un ulteriore momento di approfondimento nell’ambito di un’attività professionale dedicata alla prevenzione, diagnosi e gestione delle patologie HPV-correlate.
L’attività clinica e scientifica nell’ambito della patologia cervico-vaginale si affianca infatti alla necessità di informare correttamente le pazienti sull’importanza dello screening, della vaccinazione e dei controlli ginecologici.
L’obiettivo della prevenzione è intervenire prima che una lesione possa evolvere, attraverso un percorso basato sull’identificazione del rischio, sulla diagnosi precoce e sul monitoraggio nel tempo.
Prevenzione HPV: informazione, screening e diagnosi precoce
L’evento di Roma ha posto ancora una volta l’attenzione su un principio fondamentale: la prevenzione del cervicocarcinoma passa attraverso la conoscenza dell’HPV, la vaccinazione, lo screening e una corretta gestione delle eventuali alterazioni riscontrate.
Per le pazienti, conoscere il significato di un test HPV positivo, comprendere la differenza tra infezione e lesione e sapere quando sono necessari ulteriori approfondimenti rappresenta un elemento importante del percorso di prevenzione.
Per i professionisti, invece, il confronto scientifico e l’aggiornamento continuo sono strumenti essenziali per mantenere elevati gli standard di diagnosi e gestione delle patologie del tratto genitale inferiore.
Il Dott. Luigi Cetta, ginecologo e ostetrico a Roma, continua a dedicare parte della propria attività professionale e scientifica alla prevenzione dell’HPV e delle patologie cervico-vaginali, promuovendo momenti di formazione e confronto tra professionisti della salute della donna.
Dottor Luigi Cetta Ginecologo
Tel: 06.59290116 – Viale Umanesimo 29/c, 00144 Roma
Tel: 06.88938854 – Via delle Vigne Nuove 62, 00013 Mentana RM
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