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HPV: cosa significa essere positivi al Papilloma Virus

Ricevere un risultato HPV positivo può generare preoccupazione e molte domande: significa avere un tumore? L’infezione può scomparire? È necessario fare altri esami? Cosa succede se il Pap Test è normale?

Il Dott. Luigi Cetta, ginecologo e ostetrico operativo a Roma, in zona EUR, e a Mentana presso il Centro Medico Igea, si occupa di prevenzione e diagnosi delle principali patologie ginecologiche e ha una specifica esperienza nell’ambito dell’HPV e dello screening del tumore del collo dell’utero. In questo articolo vediamo cosa significa realmente ricevere un risultato HPV positivo, quali sono i possibili significati del referto e quali controlli possono essere indicati.

Che cos’è l’HPV?

L’HPV (Papillomavirus Umano) è un virus molto comune che può interessare la pelle e diverse mucose, compresa la regione genitale.

Esistono numerosi tipi di HPV, alcuni dei quali vengono definiti a basso rischio oncogeno, mentre altri sono considerati ad alto rischio oncogeno perché, in caso di infezione persistente, possono favorire nel tempo lo sviluppo di alterazioni delle cellule del collo dell’utero.

È importante, però, distinguere la presenza del virus dalla presenza di una lesione.

Avere un test HPV positivo non significa avere un tumore.

L’obiettivo dello screening è proprio individuare precocemente le infezioni e le eventuali alterazioni cellulari che possono essere controllate e, quando necessario, trattate prima che possano evolvere.

HPV positivo: cosa significa?

Un risultato HPV positivo significa che il test ha rilevato la presenza di uno o più tipi di Papillomavirus ricercati dall’esame.

Il significato del risultato deve essere valutato considerando diversi elementi, tra cui:

  • il tipo di HPV rilevato;
  • l’eventuale presenza di HPV ad alto rischio;
  • il risultato del Pap Test o della citologia;
  • l’età della donna;
  • eventuali precedenti risultati dello screening;
  • la storia clinica della paziente.

Per questo motivo, un risultato HPV positivo non dovrebbe essere interpretato isolatamente.

Le più recenti linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità prevedono percorsi di gestione delle donne HPV positive che possono utilizzare, a seconda del contesto, la genotipizzazione, la citologia, la colposcopia o altri test di triage.

HPV positivo significa avere un tumore?

No.

Questa è probabilmente la domanda più frequente dopo aver ricevuto un risultato positivo.

La positività all’HPV indica la presenza del virus, non la presenza di un tumore.

Alcuni tipi di HPV ad alto rischio possono essere associati allo sviluppo di lesioni precancerose quando l’infezione persiste nel tempo. È proprio attraverso lo screening e i controlli successivi che è possibile identificare queste eventuali alterazioni precocemente.

Le lesioni precancerose, infatti, possono essere individuate e trattate prima che evolvano in un tumore invasivo.

HPV ad alto rischio: cosa significa?

Alcuni genotipi del Papillomavirus sono definiti HPV ad alto rischio perché sono maggiormente associati allo sviluppo di lesioni precancerose e tumori del collo dell’utero.

Tra i genotipi più conosciuti ci sono HPV 16 e HPV 18, ma esistono anche altri tipi ad alto rischio.

È quindi fondamentale ricordare:

HPV ad alto rischio positivo non significa automaticamente avere un tumore.

Significa che è stata rilevata un’infezione da un tipo di HPV che richiede una corretta valutazione e, in base al risultato complessivo dello screening, un eventuale percorso di follow-up.

La genotipizzazione può essere utilizzata proprio per distinguere alcuni tipi di HPV e contribuire alla stratificazione del rischio. Le nuove raccomandazioni dell’OMS del 2026 prevedono specifici algoritmi basati anche sulla genotipizzazione dell’HPV.

HPV positivo e Pap Test negativo: cosa significa?

HPV positivo e Pap Test negativo è una combinazione che può creare particolare confusione.

In questo caso il test ha rilevato la presenza dell’HPV, mentre la citologia non ha evidenziato alterazioni cellulari significative.

Questo risultato non deve essere né ignorato né interpretato come una diagnosi di tumore.

Il successivo percorso dipende dal contesto clinico, dal tipo di HPV rilevato e dal protocollo di screening applicato.

Nel programma di screening italiano, il Ministero della Salute indica che, dopo un HPV positivo, il Pap Test può essere utilizzato come esame di completamento o triage; quando la citologia non presenta alterazioni importanti, può essere previsto un nuovo controllo HPV secondo il percorso stabilito.

HPV positivo e genotipizzazione: perché può essere importante?

Non tutti i tipi di HPV presentano lo stesso livello di rischio.

La genotipizzazione dell’HPV consente di identificare il tipo o i tipi di virus presenti e può fornire informazioni utili per stabilire il percorso di gestione della paziente.

In particolare, l’identificazione di alcuni genotipi ad alto rischio, come HPV 16 e HPV 18, può avere un’importanza specifica nella valutazione del rischio.

Le indicazioni precise, tuttavia, dipendono dal programma di screening e dalle linee guida adottate.

L’HPV può scomparire?

Sì.

Nella maggior parte dei casi l’organismo riesce a controllare l’infezione da HPV spontaneamente.

La presenza del virus può quindi diventare non più rilevabile nel corso del tempo.

L’aspetto più importante da monitorare è la persistenza dell’infezione, soprattutto quando sono coinvolti genotipi ad alto rischio.

Per questo motivo, anche quando non sono presenti alterazioni cellulari, è importante rispettare il programma di controlli indicato dal ginecologo.

Quanto tempo può rimanere l’HPV?

La durata dell’infezione può variare.

Una persona può risultare positiva in un determinato momento e successivamente risultare negativa. Inoltre, un risultato positivo non permette necessariamente di stabilire quando è stata contratta l’infezione.

L’HPV può infatti essere identificato anche molto tempo dopo il momento in cui è stato acquisito.

Per questo motivo, un risultato HPV positivo non consente di stabilire automaticamente quando sia avvenuto il contagio o da chi sia stata trasmessa l’infezione.

Come si trasmette l’HPV?

L’HPV si trasmette principalmente attraverso il contatto intimo e sessuale.

È un’infezione estremamente comune e può essere acquisita anche in assenza di sintomi.

Proprio perché spesso non provoca manifestazioni evidenti, lo screening assume un ruolo importante nella prevenzione delle patologie del collo dell’utero.

Dopo un HPV positivo bisogna fare la colposcopia?

Non sempre.

La colposcopia non è automaticamente necessaria per ogni donna che riceve un risultato HPV positivo.

La decisione dipende dal risultato complessivo dello screening, dal genotipo HPV quando disponibile, dal risultato citologico e dalla storia precedente della paziente.

In alcuni casi può essere indicato un controllo nel tempo; in altri possono essere necessari ulteriori accertamenti, tra cui la colposcopia.

È quindi importante non decidere autonomamente di ripetere gli esami o di sottoporsi a una colposcopia, ma seguire il percorso indicato dal ginecologo.

HPV positivo dopo i 40 anni: cosa significa?

Un risultato HPV positivo può essere riscontrato anche dopo i 40 anni.

L’età della paziente rappresenta uno degli elementi che devono essere considerati nell’interpretazione del risultato, insieme al genotipo HPV, alla citologia e ai precedenti controlli.

Inoltre, una positività riscontrata dopo i 40 anni non significa necessariamente che l’infezione sia stata contratta recentemente.

Il virus può essere rimasto non rilevabile per un periodo e successivamente tornare a essere identificato.

Per questo motivo, anche nelle donne adulte è importante non trascurare i controlli di screening.

HPV e gravidanza: cosa succede se il test è positivo?

La positività all’HPV può essere riscontrata anche durante una gravidanza.

Il risultato deve essere valutato dal ginecologo considerando il quadro complessivo e gli eventuali precedenti esami.

La presenza dell’HPV, da sola, non significa che la gravidanza sia compromessa.

Eventuali approfondimenti vengono programmati tenendo conto delle condizioni della donna, del risultato dello screening e delle indicazioni cliniche.

HPV e prevenzione: perché è importante fare i controlli?

La prevenzione del tumore del collo dell’utero si basa sulla possibilità di identificare precocemente le infezioni da HPV ad alto rischio e le eventuali alterazioni cellulari.

Lo screening consente infatti di individuare lesioni precancerose che, se necessario, possono essere trattate prima che evolvano.

Per questo motivo è importante aderire ai programmi di screening e rispettare le indicazioni ricevute dopo un risultato positivo. L’OMS considera lo screening e il trattamento delle lesioni precancerose elementi fondamentali della prevenzione del tumore della cervice uterina.

Anche la vaccinazione contro l’HPV rappresenta uno strumento importante di prevenzione, ma non sostituisce lo screening cervicale nelle donne per le quali è indicato.

HPV positivo: cosa fare?

Se il test HPV è positivo, è importante:

  • non interpretare il risultato come una diagnosi di tumore;
  • leggere il risultato insieme al Pap Test o alla citologia, quando disponibile;
  • verificare, quando previsto, quale genotipo HPV è stato rilevato;
  • rivolgersi al ginecologo per interpretare correttamente il referto;
  • seguire il percorso di controllo indicato;
  • non saltare gli eventuali controlli successivi.

Il percorso può essere diverso da una donna all’altra: non esiste un’unica procedura valida per tutte le situazioni di HPV positivo.

Quando rivolgersi al ginecologo?

È consigliabile rivolgersi al ginecologo quando si riceve un risultato HPV positivo, soprattutto se non si sa come interpretare il referto o quali siano i successivi controlli da effettuare.

Una valutazione specialistica permette di considerare insieme il risultato dell’HPV Test, il Pap Test, l’eventuale genotipizzazione e la storia ginecologica della paziente.

Il Dott. Luigi Cetta, ginecologo e ostetrico a Roma EUR, si occupa di prevenzione ginecologica e di problematiche legate all’HPV, offrendo un percorso di valutazione e approfondimento personalizzato sulla situazione della paziente.

In sintesi

Essere positivi all’HPV non significa avere un tumore.

Significa che il test ha rilevato la presenza del Papillomavirus. Nella maggior parte dei casi l’organismo riesce a controllare l’infezione, mentre le infezioni persistenti da alcuni tipi di HPV ad alto rischio possono richiedere un monitoraggio più attento.

Il risultato deve essere interpretato considerando tipo di HPV, Pap Test o citologia, eventuale genotipizzazione, età e precedenti controlli.

La cosa più importante, quindi, non è lasciarsi allarmare dalla parola “positivo”, ma comprendere il risultato e seguire correttamente il percorso di controllo indicato dal ginecologo.

Domande frequenti sull’HPV

HPV positivo significa avere il cancro?

No. Un test HPV positivo indica la presenza del virus e non equivale a una diagnosi di tumore.

HPV positivo e Pap Test negativo: devo preoccuparmi?

Non necessariamente. Significa che è stato rilevato l’HPV ma la citologia non ha evidenziato alterazioni significative. Il successivo controllo dipende dal tipo di HPV e dal percorso di screening applicato.

HPV ad alto rischio è pericoloso?

Alcuni tipi di HPV ad alto rischio sono associati a un maggiore rischio di lesioni precancerose quando l’infezione persiste. La positività, tuttavia, non significa avere un tumore.

Dopo un HPV positivo devo fare la colposcopia?

Non sempre. La necessità della colposcopia dipende dal risultato complessivo dello screening e dal percorso diagnostico indicato.

L’HPV può scomparire?

Sì. In molti casi il sistema immunitario riesce a controllare l’infezione, che può diventare successivamente non rilevabile.

Posso avere l’HPV anche se non ho sintomi?

Sì. L’infezione da HPV può non provocare sintomi evidenti. È anche per questo che lo screening è importante.

Un HPV positivo significa che ho contratto recentemente il virus?

Non necessariamente. Il risultato non permette di stabilire con certezza quando sia stata acquisita l’infezione.

HPV positivo dopo i 40 anni: cosa significa?

Anche dopo i 40 anni può essere rilevata un’infezione da HPV. Il risultato deve essere interpretato considerando età, genotipo, citologia e precedenti controlli.

Chi è il medico di riferimento per un HPV positivo?

Il Dottor Luigi Cetta Ginecologo può interpretare il risultato dell’HPV Test insieme agli altri esami dello screening e indicare il percorso di controllo più appropriato. Prenota la tua visita ginecologica.

 

 

Dottor Luigi Cetta Ginecologo

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